Timeo de Lion – Poesie e Sonetti

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Buongiorno Madre Venere

nel tuo canto, ninfa o Diva

nei tuoi sandali madreperla

ed il peplo levigato e d’oro.

Conosci tu tuo figlio, misero

rajo di canuto e caduco cielo.

Misera anima nelle tue mani

di creta, di dei e d’animali.

Dalla polvere di un amplesso

terreno e celeste, il suono,

Padre Giove tuonando annunciava

che misero il figlio di una tal madre

Buongiorno Madre Venere

che il mattin saluti la natura

dall’alto del tuo carro, aurea,

mera luce e brivido alla mortal carne

ristora con erotico e pudico furore

l’anima mia vacante e il gran pianto

che il cuor compunto agli dei disvela

Credi Madre, die e notte mi sovvieni

e con il canto dei passeri e delle allodole

miele doni al cuor mio, amato

di Dio cerco il fjo, figlio e fratello

Jesus Cristo, ai piccoli donato

perché a tuo padre così piacque.

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Di rosa pallido colori il cielo, oh Afrodite

agli dei è dato conoscere i destini

vicini, supini su le loro zappe

gli uomini non vedono

Sono ciechi, dei immortali

la natura, il caso e tutti i segni

in questa gabbia di città

in questo tempo ormai scaduto

l’anima natural ci è ignota

vuota la nostra immagine

come uno specchio riflesso

dispiega ma non informa,

vive fantasma di Narciso

tempo piangente e di delirio infinito.

Albero dalle geneaologiche spoglie

che nei tuoi rami linfa nascondi,

vita, di beata cerchia divina

Rinasci, Risorgi, rinnovi,

Anima della natura e anima mia

che gli Dei han a noi miseri concesso.

Francesco, fratello mio

laudato tu si tra le creature

perché hai cantato Iddio e Madre Terra

Rinnovo il cantico salmodiando

il figlio di Afrodite e di mortal carne.

Piangente e delirante di conoscenza,

scienza, occhi di bambino e sacro testo

vangeli di Dio Altissimo e dell’amore.

Rosalba, dama dal cuor legiadro

amor mi ispira ogni tuo sguardo

se a San Giovanni ognor t’affretti

di amor ad amor il cuor conduci

seco. Oh dei del ciel aiuto e ausilio

che Cupido mi ha falciato il cuor

che l’anima mia piangente arde

di un desiderio erotico e spirituale

Oh Giunone, Oh Venere madre mia

e mia speme, annuncia il putto alato

colei che io tanto sospiro e agogno

Di giorno in giorno il sangue mio

e l’anima, carne e Iddio

cerca invano quell’amor immortale

che solo Rosalba mi saprà dare.

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Divin dama madreperla

erotica pura alessandrea

Oh tu, veglia

Oh tu, consiglia

Lascia che il triste vento

mortuario alfin tormento

inadeguatezza d’umana

legge. Sorregge Cupido

un amore impossibile

una triste e arsa ventura.

Oh Rosalba mia, mia diletta

perché fuggi da ma così in fretta

slega i lacci che ci allontanano

amano forse le colombaccie

agli usignoli, o alle allodole serali

No, mia cara e triste sorella

amor puro e roveto ardente

Rosalba mia non amarti

sarebbe l’oblio, il niente.

Speme e tormento dei giorni

martirio di Prometeo incatenato

Rosalba mi hai guardato

amato e amante il tuo viso d’oro

rigirandoti soave tra le sete

tra fanciulle e canute vecchiarelle

musa e dea di innocente

splendore – chiamami amor mio –

Dea Venere e dei del cielo

se fin li il mio grido giugne

chiedo venia per il mio lacrimare

prego Iddio e le mani giunco

Se gloriate l’amor puro

Se esaltate il sentimento

Son qui patetico e adorante

chiedo un bacio alla dea e all’amante.