Sulle origini di Naro c’è una discussione aperta tra chi mastica un pò di storia anche meccanicamente. Fino al Secolo XIX – giustificata dal nome del fiume – si credeva – in contrasto con l’unica fonte scritta – che fosse di origine troiana e che i feaci non fossero altro che siculi e sicani. Ma tralasciando tutto ciò, in occasione dell’evento parlerò del castello e di Federico II. Il castello è del XII secolo d.C. e fa parte del programma di fortificazione voluti dal figlio di Barbarossa. Scrive Smith ne la sua “Storia medievale e moderna della Sicilia” che Federico trovò una terra allo stremo delle forze violata sia da terra che dal mare. Percorse l’isola per riportare l’ordine con buoni risultati. Architettonicamente quello che si vede oggi è l’obbrobio della patita d’antichità che ricopriva il castello grazie all’erroneo restauro in cemento fatto da operai non specializzati e da ingegneri asciutti di storia. Mi sia concessa questa critica. Comunque il castello originariamente orientalizzate con gli Spagnoli subì il restauro del muro ovest e di una torre. Mi è ignoto quello che per il Duomo è certo cioè l’uso di maestranze palermitane.

I reperti rinvenuti nello scavo della stanza delle torture sono essenzialmente romane, federiciane, rinascimentali e spagnole.

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