Parliamo di una micro-realtà come quella comunale. Prendere le redini di un comune significa dirigere pragmaticamente e spiritualmente una comunità. Se fin ora si è fatto in senso pragmatico e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Consiglierei di tentare in altro modo o, per meglio dire, un modo che bilanci i verbi umani. Un governo di carattere dovrebbe spolverare il bastone e la carota con i propri artisti e lasciare a quelli che fanno arte per puro edonismo le proprie masturbazioni intellettuali. L’artista non è fuori dalla realtà in cui vive ma la trascende rendendo evidente verità psichiche o emotive. Ogni artista è pastore di greggi che lo voglia o no. Eppure ci sono fior fiori di associazione che lucrano finanziati dal comune o dalla unità pastorale. La “militanza” di questi artisti non ha prodotto alcun effetto benefico nella società. Giunta è l’ora di farsi quattro domande sulla qualità delle produzioni e sul ruolo degli enti e di noi tutti.

Perché? Perché evidentemente il campanilismo e la marquette del banale sono più popolari.

Come si cambia? Influendo nelle associazioni e predisponendo una sacca qualitativa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *