Libia, altra strage

Il titolo di questo articolo è fedelmente copiato dalla prima pagina dell’Avvenire di ieri, ripreso oggi da Paolo Mieli per il Corriere. La guardia costiere libica spara sui migranti per riportarli indietro: tre le vittime, quattro i feriti. Michela Murgia, scrittrice e premio Nobel, si chiede perché non faccia scalpore questa notizia traducendosi in un moto spontaneo di indignazione. Forse – si chiede la scrittrice – scomparso l’antagonista politico (Salvini) è scomparsa anche la questione migranti. Di mio devo ricordare una sentenza passata in giudicato del tribunale di Trapani nella quale si intendeva la Libia come stato in guerra e quindi l’asilo politico viene dato anche sulla base dello stazionamento in quello Stato. Sia la riforma Minniti che finanziava le municipalità libiche e di riflesso la guardia costiera che la riforma salviniana hanno trasgredito a questa legge anche se il condotto migratorio sotto l’egida dell’Onu era una buona idea per la spartizione dei migranti sul territorio dell’UE.

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