La caduta di Dio, nell’essere religioso e non nell’avere una religione, genera mostri. Alcuni lo concepiscono come il sonno della mente e per altro lo è. Non è una discussione moralista ma perlopiù una riveduta e riordina osservazione della crisi che ci ha visto interessati nel Secolo XIX e nel XX secolo. Il denaro gestisce popoli e nazioni e proprio come la banalità del male di Anna Arendt ogni mostruosità è giustificabile in nome di questi. Abbiamo visto la tirannide, l’olocausto e la decapitazione di un re oltre al tradimento di Giacomo I. Abbiamo visto i cambiamenti climatici – mai del tutto presi sul serio – e il Covid-19 e ancora ci stupiamo che Dio è morto.

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