Gli interessi dell’Italia e l’intervento della Turchia

Lo scacchiere internazionale vede la zona libica, da sempre sotto influenza italiana, insidiata dalla Turchia che ormai è onnipresente. Questo fa si che il grado di allarme sia altissimo e che una guerra con risvolti disastrosi sarebbe la soluzione più immediata ma la meno auspicato visto il protettorato russo delle trattative. Ai pozzi di petrolio libici si unisce l’Eni che ha interessi cruciali in quella zona. A niente serve la sirena europea ad un energia pulita o gli appelli di tanti intellettuali all’utilizzo di energie rinnovabili. E’ inutile che esprima il mio no alla guerra. C’era un cartello tra le tute rosse che reputo di un attualità sconcertante; il cartello in questione diceva così: “Produci. Consuma. Crepa”. Riflettete su quel cartello e costaterete a quale punto siamo arrivati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *