La solitudine al tempo del Covid-19

C’è una tradizione in fisica quantistica che il nucleo minimo della luce è un contatto magnetico simile a un bacio. Quel bacio è l’anima. Al tempo del Covid-19 quell’elemento viene depauperato, offeso, impedito. Il metro che ci separa è il metro della solitudine. Premetto che ogni espediente per frenare il contagio è ben accetto ma sappiate che quel metro – oltre il virus – lo ricreiamo noi con gli altri naturalmente. Il secolo del nichilismo è anche il secolo della solitudine. Questa segna ogni giorno la nostra vita e quindi quel metro diventa simbolo di un epoca, di un divenire. Una parola gentile, amorevole, un mazzo di fiori, un profumo. Molto spesso basta poco per riempire quel vuoto, un vuoto amaro d’amore. Il sole tornerebbe a splendere con un umanità umana. Quella particella che Dio a donato alle sue creature tornerebbe ad avere una funzione. Due anime possono sentirsi in silenzio ma è con le parole che destrutturiamo la solitudine da Covid-19. Un profumo familiare, uno sguardo tenero è niente esiste più né morbo né difficoltà. Gli occhi curano l’anima, la bocca li sospinge dandole un senso sacro.

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