Francesco Lojacono, pittore

La pittura di Francesco Lojacono dosa eminentemente l’interiorità propria dell’impressionismo con il realismo di gusto vergano largamente diffuso nella Sicilia Ottocentesca. Il suo è un lavorio che richiede due diverse attitudini interpretative e lavorative: alla pennellata veloce a cui ci ha abituati l’impressionismo vi sono tratti ben definiti che compongono un quadro di arte sostanzialmente onnicomprensivo. In certe pitture però l’autore non si esime dal dare sfogo alla sua appartenenza alla più larga e diffusa corrente impressionista come dalla vicinanza spirituale con Monet o con Pissarro. Nato a Palermo il 16 Maggio 1838 nel 1870, poco più che trentenne, partecipò attivamente alle mostre parigine e al sostrato culturale che l’ambiente francese rendeva proprio, fu nominato Professore di Paesaggio all’Accademia di Belle Arti di Napoli e nel 1874 le sue opere furono esposte a Bordeaux. Il respiro internazionale dell’autore non si esime dal caratterizzarsi da peculiarità profondamente micro -territoriali e regionali, della Sicilia di quell’epoca. La particolarità di non vincolarsi alla tradizione realista ma di dirigerla con maestrie verso mete interiori compongono un mosaico psichico capace di affermare la valenza interiore ed esteriore dell’ uomo. Un uomo di “essere” e di “avere”, usando la terminologia tanto cara ad Erich Fromm, interno a questa realtà quanto estraneo, distante, sognatore. Il senso di ponderatezza appare come una panacea verso il materialismo industriale, l’epoca dei consumi, ma anche il materialismo in senso generico che si afferma attraverso una preponderanza del carattere di “necessità pragmatica”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *