Le mie Opere in formato eBook!

Da quindici giorni sulla piattaforma amazon trovate le mie raccolte di romanzi e racconti in formato eBook.

Lo spirito creativo dell’artista, pur condizionato dall’evolversi di una malattia, è al di là dell’opposizione tra normale e anormale e può essere metaforicamente rappresentato dalla perla che nasce dalla malattia della conchiglia. Come non si pensa alla malattia della conchiglia ammirandone la perla, così di fronte alla forza vitale dell’opera non pensiamo alla schizofrenia che forse era la condizione della sua nascita.

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Siria, attacchi aerei sui ribelli: 72 morti. Strage di bambini per gas tossici. Vertice emergenza Onu.

Colpiti più volte i centri in mano alle forze ostili ad Assad, che accusano Damasco. Bombe su ospedali in cui erano stati appena ricoverati i feriti. Tra le vittime almeno 20 bambini e 17 donne. Erdogan chiama Putin: “Raid inumano e inaccettabile, rischia di vanificare ogni negoziato”. Trump: “Colpa dell’amministrazione Obama”

BEIRUT – Immagini che non si ha il coraggio di pubblicare, ma che stanno sconvolgendo tutte le sedi internazionali. L’orrore del nuovo bombardamento in Siria ha il volto di bimbi colpiti anche negli ospedali dove erano appena stati ricoverati. Un raid aereo con ‘gas tossici’ è stato lanciato questa mattina contro Khan Sheikhun, città nella provincia nord-occidentale di Idlib, sotto il controllo dei ribelli. L’attacco ha fatto almeno 72 morti, tra i quali – secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani – almeno venti bambini e diciassette donne. E non è stato l’unico. Nuovi raid sono poi stati segnalati, e molte bombe hanno colpito gli ospedali. Le testimonianze anche dai volontari delle organizzazioni internazionali si susseguono.

I sintomi. Secondo le testimonianze, centinaia di civili presentano vomito e schiuma alla bocca. I sintomi manifestati da tutti sono riconducibili all’utilizzo di armi chimiche. Le vittime però per gli attivisti sono già almeno cento, oltre 400 i feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni, e questo riporta anche il sito della tv araba Al-Arabiya che cita la Direzione sanità di Idlib. Stamani il sito di notizie vicino all’opposizione ‘Shaam’ aveva parlato di bombe al cloro, ma per la Direzione sanità si tratterebbe invece di gas sarin, entrambi vietati a livello internazionale. Bombardate anche alcune strutture sanitarie in zona, come riferito dall’agenzia di stampa Dpa.

Siria, l’appello del medico: “Attacchi con i gas proseguono, aiutateci”

Rami Jarrah, su Twitter, ha postato un aggiornamento dopo aver parlato con il dr Feras al Jundi che sostiene che l’attacco sia stato compiuto con gas sarin o con sostanze simili che aggrediscono il sistema nervoso. Il medico ha parlato di oltre cento vittime, molte delle quali bambini. Ma il bilancio resta incerto. Ad essere colpito, alle 04:30 del mattino, è stato il quartiere Shemali, dove si trovano i rifugiati della citta di Hama.

Strage bambini in Siria, Stabile: “Ennesimo orrore in una guerra senza testimoni”

La condanna internazionale. E la Comunità internazionale sta reagendo con durezza. Se sarà confermato che l’attacco in Siria è un attacco chimico, come sembra, si tratta “chiaramente di un crimine di guerra”: lo riferisce un funzionario del Dipartimento di Stato americano secondo cui gli Usa e l’organizzazione per il divieto delle armi chimiche stanno accogliendo informazioni su quanto accaduto.

Anche la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sui diritti umani in Siria ha avviato le indagini sul bombardamento, ricordando che “l’uso di armi chimiche come gli attacchi deliberati contro strutture mediche equivale a crimini di guerra ed a gravi violazioni del diritto umanitario internazionale”. Sia la Francia che la Gran Bretagna hanno chiesto un incontro di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che è stato fissato per domani alle 10 locali (le 16 in Italia).

Il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, ha assicurato che anche “l’Italia sarà in prima linea al Consiglio di sicurezza dell’Onu nella riunione d’urgenza, e domani alla Conferenza di Bruxelles sulla Siria, nel condannare l’uso di armi di distruzione di massa contro la popolazione siriana e nel chiedere con forza che vengano individuati i responsabili di questo crimine contro l’umanità”. L’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha puntato invece il dito contro il regime di Bashar al-Assad. “Oggi la notizia è tremenda”, ha detto Mogherini parlando con i media a Bruxelles a margine della conferenza Ue-Onu. “Noi europei crediamo che le responsabilità abbiano rilevanza, quindi chi ha commesso crimini di guerra deve essere chiamato a risponderne”, ha proseguito.

“Orribili notizie di un attacco con armi chimiche in provincia di Idlib in Siria. Sull’incidente bisogna indagare e i perpetratori devono essere portati davanti alla giustizia”, ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson.

Si dice ‘indignato’ il presidente francese, Francois Hollande: “Ancora una volta il regime siriano negherà l’evidenza delle sue responsabilità. Come nel 2013, Bashar Al-Assad, conta sulla complicità degli alleati per beneficiare di una impunità intollerabile. Chi sostiene questo regime può misurare una volta di più la portata della sua responsabilità politica, strategica e morale”.

“Condanno aspramente il palese attacco con armi chimiche in Siria. Crimini di guerra del genere devono essere puniti”, ha detto Angela Merkel, secondo un tweet del suo portavoce Steffen Seibert.

Washington, dopo questo bombardamento, cambia posizione sulla sorte di Assad. L’amministrazione Trump ora ritiene che la cosa migliore “nell’interesse del popolo siriano” è che Assad non governi più il Paese, mentre solo la settimana scorsa il Segretario di Stato aveva affermato che la “rimozione di Assad” non era un priorità. E il presidente Trump in una nota diffusa dalla Casa Bianca ha tra l’altro sostenuto che “le azioni atroci del regime di Assad sono una conseguenza della debolezza della passata amministrazione Obama”, spiegando poi che nel 2012 l’ex presidente “aveva annunciato che avrebbe creato una linea rossa contro le armi chimiche ma poi non ha fatto niente”. E con il capo della diplomazia Usa, Rex Tillerson, che punta il dito anche contro la Russia e l’Iran: “Hanno grandi responsabilità morali”, ha affermato il segretario di Stato.

Dura la condanna di Israele che critica l’uso di armi chimiche contro civili innocenti in Siria. “Le immagini terribili dalla Siria dovrebbero scuotere ogni essere umano. Ci appelliamo al mondo per tenere le armi chimiche fuori dalla Siria”, ha detto il premier Benyamin Netanyahu.

Un attacco ‘inumano’, che costituisce una minaccia per i negoziati di pace, ha detto il presidente turco Erdogan che ha chiamato al telefono il presidente russo Vladimir Putin. Una fonte ha riferito: “Il presidente Erdogan ha detto che questo tipo di attacco è inumano e inaccettabile e ha sottolineato che rischia di vanificare tutti gli sforzi di negoziato che ad Astana” stanno affrontando il problema della pace in Siria. La fonte non ha specificato se Erdogan abbia detto chi sia da condannare per l’attacco.

Su richiesta degli insorti locali filo-Ankara, la Turchia ha inoltre inviato nella zona dell’attacco 30 ambulanze dalla provincia frontaliera di Hatay, secondo quanto riferito dalle autorità locali, citate da Anadolu. Alcuni dei feriti saranno trasportati in ospedali sul territorio turco.

La denuncia sui social. Intanto sui social network gli attivisti hanno postato immagini che mostrano i volontari della Protezione civile, i cosiddetti ‘caschi bianchi’ siriani, che soccorrono i feriti stesi a terra lavandoli con i tubi dell’acqua. In un altro video si vedono alcuni dei bambini morti nell’attacco.

“Immagini sconvolgenti, l’umanità è morta oggi in Siria”, ha detto Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia. “La comunità internazionale, dopo sei anni di inferno, deve porre fine a questo calvario. Non ci sono figli di Assad e dei ribelli, sono tutti vittime di una guerra che non hanno voluto”.

Damasco respinge le accuse. Le dinamiche del raid non sono chiare. L’inviato speciale delle Nazioni unite per la Siria, Staffan de Mistura, in conferenza stampa nel pomeriggio ha spiegato: “È stato un attacco chimico, venuto dall’aria. Stimoleremo tutti quelli che hanno la capacità di capire tecnicamente cosa è succeduto. La Opcw (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) è l’ovvio candidato. Quello che sappiamo è che è stato un orrore”. La zona di Idlib è controllata da gruppi di ribelli e dai qaedisti dell’organizzazione Fatah al Sham, contraria al governo di Damasco. E proprio la Coalizione siriana, il gruppo delle opposizioni con sede all’estero, ha puntato il dito contro gli aerei governativi, accusandoli di essere i responsabili del bombardamento. Ma fonti governative respingono le accuse, definendole ‘false’ e accusando l’opposizione di voler “ottenere tramite i media ciò che non ha potuto ottenere sul campo”. Il comando generale delle forze armate siriane, in un comunicato ufficiale, ha poi “smentito categoricamente”le accuse, specigicando che le forze dell’esercito “non hanno e non hanno usato armi chimiche, né ora né in passato”.

La città di Khan Sheikhun conta circa 75 mila abitanti, ma l’intera provincia secondo dati Onu ospita anche 900 mila sfollati, provenienti da diverse zone teatro di guerra.

Ancora morti. Almeno altre 15 persone sono morte e decine sono rimaste ferite in altri raid nella provincia di Idlib che il sito di notizie siriano vicino all’opposizione ‘Shaam’ attribuisce “all’aviazione russa” alleata a quella di Damasco. A Salqin, nel Rif occidentale di Idlib, l’aviazione russa ha colpito con missili un’area densamente abitata da civili nel centro della città, con un bilancio provvisorio di 10 morti e decine di feriti, mentre a Jisr al-Shughur un attacco analogo ha fatto cinque morti e diversi ferit

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Un caso qualunque in una vita stra-ordinaria.

Sabato scorso si è tenuta a Casa ContemplAttiva alle ore 18.30 in una sala gremitissima la presentazione del primo romanzo di Salvo Di Caro. Conoscendo l’autore di persona non mi aspettavo meno. Intervallate da diversi Booktrailer si è dato voce al romanzo. Andiamo prima alla trama. Un Carabiniere che non avrebbe voluto fare il Carabiniere, ma suo padre gli aveva sempre detto che uno stipendio fisso era sempre meglio che restare ad elemosinare un lavoro in paese.
A proposito, Naro, profondo sud, glorioso borgo di un passato che non c’era più, era lì che era nato e aveva vissuto la sua infanzia ed era da lì che era partito per un concorso nell’Arma vinto grazie all’intercessione dell’onorevole Cannino, padrone pure delle foglie di quel paese.
Dopo anni di gavetta era riuscito a tornare, Comandante della gloriosa caserma dei Carabinieri a forma di parallelepipedo, frutto della sfrenata fantasia dell’ingegnere comunale.
Non era nato per fare lo sbirro e questo era evidente a tutti.
L’azione non era il suo forte, preferiva di gran lunga le indagini cerebrali, quelle senza speranza, le indagini difficili, quelle che gli altri credevano impossibili.”La scrittura cruda, semplice ma straordinariamente articolata ridà un ritmo veloce. I tre punti focali sono la cucina, come Ungheretti, Sciascia o la Deledda, il caporalato, il clientelismo che ricordano ancora Sciascia. Molti ipotizzavano una natura Verista per questo romanzo e probabilmente è così. Salvo Di Caro: nato ad Agrigento nel 1973, ho abbandonato gli studi universitari per rilevare la piccola impresa edilizia di mio Padre, prematuramente scomparso.
Per oltre dieci anni ho operato nel settore del restauro architettonico, specializzandomi in architettura barocca, prima di essere assunto come responsabile commerciale da un’azienda per la quale ad oggi lavoro
Amo la natura e ne sono ricambiato, la mia attività zen preferita nei ritagli di tempo libero è la cura del mio piccolo orto.
Sposato, padre di due figli, ho spesso collaborato come attore di teatro per diverse compagnie di ambito locale. Un caso qualunque è il mio primo romanzo che mischia uno spaccato della sicilia moderna con il polieziesco, attraverso l’uso di una letteratura epistolare e schietta ma con l’analisi dei sentimenti propri del romanticismo, la scrittura verista ed il giallo alla Camilleri. Inoltre le analisi sociali di Leonardo Sciascia. Un buon libro che invito tutti a leggere.

*presente in "Art pour Video"
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I nuovi schiavi della Sicilia moralista

Se Vassalli nel suo romanzo La Chimera rende perfettamento l’idea dello sfruttamento, delle condizioni sociali dei risaroli nel XVII secolo, un altro romanziere, forse altrettanto conosciuto, un giorno scriverà la storia dei negrieri della Sicilia all’alba del XXI secolo. Un immigrato – con la prevalenza di giovani di colore -, difatti, lavora a cinquanta euro settimanali, totalmente in nero, senza assicurazione sulla sua salute e senza un compenso adeguato. Vengono assoldati nelle case di accoglienza, troppo spesso disienteressati o complici della schiavitù. Macchine si vedono fermarsi davanti i centri, indicare un numero di persone che gli servono e partire rassicurati che qualcuno da schiavizzare c’è. Si vedono partire alle 06.00 del mattino le stesse auto o pittoreschi pulmini carichi di poveracci e ritornare alle 17.00. Fanno un lavoro duro: nelle campagne sotto il sole cocente o nel freddo invernale. La Sicilia sempre moralista, onesta fin al punto di sputare nel piatto dove divora anche briciole concedendosi a Salvini, ai Grillini o alla destra fascista e alla loro politica del Stop Invasione. Gli stessi, dicevamo, fanno bei risparmi sulla pelle bruna. Molto spesso sono gli stessi propretari terrieri a cercare manodopera, altre volte sono dei veri e propri caporali. Sintomo che la storia si ripete e nel ripetersi trova nuovi schiavi a cui attingere. Prima erano rumeni, ora sono i negri, domani chissà….

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Una discussione sull’ideologia

A quarant’anni dal sequestro e dalla morte di Aldo Moro dove tuttora tutto è velato da un profondo mistero, vi spiego perché, oltre ogni riprovevole violenza, l’ideologia non è mai morta anche se passarà come ogni fenomeno umano davanti l’impellente nichilismo della società liquida. Per spiegarla parto dal principio. Engels ammetteva che lo Stato è la sovrastruttura del conflitti sociali senza i quali lo stato non esisterebbe. Dico di più. Lo stato è una chiusura all’esterno, una chiusura alle nostre paure, un metodo più o meno valido di protezionismo. La nascita delle ideologie contemporanee è intrisa dei valori dell’Ottocento e tende a far rientrare nelle parti concorrenti dello Stato vari settori che altrimente resterebbero senza rappresentanza. In poche parole le ideologie sono la panacea dei conflitti sociali. Anche se la classe media si è sviluppata enormemente nell’Occidente e in questi ultimi anni non ha rappresentanza o è mutilata da una sinistra incapace di evolversi e da liberali alla flax tax cioè totalmente incapaci di portare il liberalismo ad altezza d’uomo o di cittadino. Non uso a caso questa parola poiché venne utilizzata dai primi liberali “luciferini” e rivoluzionari nel 1799, in Francia. Robespierre aveva un idea su cosa significava liberali, un idea ben chiara, che con il tempo si è inesorabilmente persa. L’ideologia, tornando al nostro argomento principale, è il benefico contrasto tra apparati distinti dello stato di cui una democrazia contemporanea e illuminata dovrebbe fare buon uso nella misura di una mediazione e di una alternanza. Una discussione a parte meriterebbe il fascismo che seppur intriso di romanticismo svia ogni considerazione per l’accettazione attiva di antisemitismo, discriminazione e violenza. Le brigate rosse, d’altronde rigirando la medaglia, sono violenti, assassini e terroristi. Purtroppo ogni ideologia ha le sue disfunzioni ma reintroducendole nel gioco democraticatico possono essere la leva della soluzione di molti problemi. Purtroppo la classe media è ancora, come dicevamo, non rappresentata e questo spiega il grande sviluppo dei populismi di destra. Concludo dicendovi una frase che reputo profetica: la scomparsa delle ideologie o è dovuta a una preparazione dittatoriale, o è una falsa illusione, o è l’inizio di un periodo splendido per l’uomo; ed io non vedo paradisi in agenda.

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Delitto e castigo – Fedor Dostoevskij.

Uno degli ultimi libri del 2017 è stato Delitto e castigo di Fedor Dostoevskij. Libro stupendo per le sfumature psichiche e affascinante per lo spaccato della Russia ottocentesca. Narra le vicende del giovane Raskòl’nikov che uccide un anziana signora spinto da considerazioni teoriche e dalla miseria e si condanna così al rimorso e alla nevrosi; trova infine pace nell’espiazione e nell’amore della dolce. Sonja. Bellissimo libro, come dicevamo, ma ne critico i contenuti. Dostoevskij accennando al protosocialismo discute la legge, anche morale, con una struttura che la bypassa. Solo la nevrosi interviene a rendere testìmonianza che la legge morale ci impedisce di affrontare l’omocidio come qualcosa di superficiale. Difatti il protagonista uccidendo la vecchia usuraia ha un idea, che questo è un male minore poiché la vita della signora ha poco valore in quanto vecchia e avara. Impossibile per noi accettare questa impostazione che è sbagliata a prescindere. La legge è giusta in quanto in sintonia con la legge morale kantiana. Criticare delle leggi è lecito ma non è lecito criticare la necessità delle leggi per una convivenza civile e armoniosa. Il Superomismo nietzchiano è l’uomo allo stato attuale espresso nel libro, che intende tiranneggiare sulla natura e sulla stessa vita altrui. Libro comunque profetico che và letto con il beneficio della critica.

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Le Mostre. Prima Personale di Carlo Calcasola.

Un senso di disagio, di esplosione dalla routine quotidiana, è questa l’arte di Carlo Calcasola. Un dissidio inconscio con il mondo  che fa della sua esperienza ostile arte. e arte di buona qualità. Carlo Calcasola nasce a Canicattì il 22 Giugno 1998 e ha frequentato il Liceo Artistico Martin Luter King, usa in prevalenza la bellezza delle donne mulatte o di colore che accentuano le forme, le rendono carnose ed etniche. La donna Bendata è uno dei quadri che preferisco, quasi un Troilo per la potenza delle immagini. La benda e il copricapo dai riflessi grigi e neri, metallizzati riprendono temi futuristici. Come una donna-robotizzata indica comando e carattere. Nel secondo quadro una donna coperta e come legata dalle sete. Rappresentano i lacci della società di cui l’autore tenta disperatamente di divincolarsi. Un urlo personale ma anche di una generazione che non trova approdi nella società. Che, sola, combatte la battaglia più dura quella di far parte e trovare un posto nella cittadinanza. Per un artista il tutto della sua arte vorrebbe essere l’affermazione di se stesso come uomo ma anche come pittore. Nei quadri di Carlo Calcasola questo dissidio interiore è ben costruito e rappresentato con audacia. Speriamo per un futuro per questo giovane e promettente pittore.

 

 

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Subito un alleanza tra Pd e Leu rimanendo all’opposizione.

Due sono i fatti di cui mi occupo oggi: l’apertura Leu al Movimento Cinque Stelle attraverso la voce dell’On Fratoianni e l’articolo di ieri di Repubblica sui sindacati. In primis esprimo perplessità, non per il fatto che Pd rimanga all’opposizione – cosa sacrosanta – ma che Leu apra ad una forza vicina alla destra contro ius culturae e immigrazione, ambigui sul fascismo e amici di Putin per stessa ammissione di Beppe Grillo. Sotto l’imparzialità si nasconde la destra e un alleanza recherebbe ancora più voti ai grillini. Giusta la scelta del Pd quindi, un errore quello di Leu che si è scagliato senza pudore né rimorsi contro il Pd centrista per allearsi con una forza di destra, antieuropa e populista. Il risultato elettorale deve insegnarci che divisi si perde e anche la transizione del Pd da forza di sinistra a centrista ne è la causa. Ricreiamo insieme un centro sinistra unito da Renzi a Fratoianni, da Orfini a Civati che possa favorire il suo braccio sindacale – Cgil, Cisl e Uil e Fiom – e non si esalti nelle banche e in Confindustria. Rifondare la sinistra partendo da Sinistra, non dico comunista ma almeno non democristiana. Subito un alleanza tra Pd e LeU per un opposizione convincente che sappia riportare gli elettori a sinistra.

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Lettera Aperta.

Rubo un piccolo spazio alle rubriche e agli articoli per parlarvi di me quel tanto che basta perché possa farvi capire quanto è importante per me trovare un lavoro. Cerco un occasione, non sono perfetto, sono un invalido ma molto ambizioso. Magari seguendomi vi siete fatti l’idea che sia un sognatore, è vero. E’ vero anche che conosco il sacrificio, la miseria, la malattia. Con queste tre cose convivo da anni. Ho studiato e studiato tanto anche fuori i margini del normale equilibrio. Ho viaggiato molto, ho riso, ho pianto, ho cercato sempre di fare del mio meglio. Oggi cerco un lavoro, un occasione, della stima e nel cercarla ho pensato di affidarmi a voi. Se avete bisogno, io sono qua. Pagatemi bene e andrò fin in capo al mondo. In seguito CV e Invalidità.

CVE

Invalidità

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Rapporto sulla sanità italiana: non ci siamo proprio

Al fine di ribadire ciò che il Partito Umanista ha già espresso nel comunicato relativo alla legge sul testamento biologico, e cioè che “il Parlamento che ha votato questa legge, è lo stesso Parlamento che continua a tagliare i fondi sulla sanità e sulla ricerca”, vogliamo riportare alcuni tra i dati più significativi riferiti nel rapporto Enpam-Eurispes sulla sanità pubblica italiana, presentato il 18 dicembre scorso al Ministero della Salute.

L’Italia investe per il servizio sanitario il 14,1% della spesa pubblica, cioè l’1,1% in meno rispetto alla media europea e ben il 5,2% in meno rispetto all’Irlanda, il paese che vi dedica la quota più alta.
Il rapporto mette inoltre in evidenza tre punti fondamentali: l’invecchiamento del personale sanitario, il precariato e la cronica insufficienza degli organici.
Solo per quel che riguarda i medici di base, entro il 2023 andranno in pensione circa 21.700 medici su poco più di 45mila, a fronte di solo 6mila giovani medici in ingresso. Eppure si continua a praticare il numero chiuso per l’iscrizione alle facoltà di medicina, nonostante si preveda, con questi numeri, che entro il prossimo decennio almeno un terzo dei cittadini non potrà avere un medico di famiglia.

Già nel 2011 nella sanità pubblica operavano 35mila precari, di cui 10mila medici. La situazione sicuramente è peggiorata negli ultimi anni, vista la malsana tendenza da parte delle Regioni a fare ricorso al lavoro precario per far fronte alla carenza di personale causata dal mancato turn-over.
Ma non finisce qui. Se ai già scarsi fondi previsti per la sanità pubblica si aggiungono i danni provocati dalla corruzione, dall’inefficienza della spesa pubblica nel comparto sanitario e dagli sprechi, il quadro diventa drammatico. Sommando il peso di solo questi tre fattori il danno ammonterebbe a ben 26,6 miliardi di euro all’anno.

Una delle contraddizioni più difficili da digerire è quella della lunghezza delle liste di attesa per le visite specialistiche e per i ricoveri ospedalieri. Inutile dire che il ricorso all’intramoenia è non solo inutile, ma addirittura dannoso, in quanto finisce per dilatare i tempi di accesso per chi non vi fa ricorso e genera un forte disparità nell’erogazione della cura, alla faccia dell’uguaglianza di tutti i cittadini sancita dalla Costituzione.
E sempre in tema di disuguaglianze, si registra una forte disparità tra nord e sud in quanto a dotazione di apparecchiature tecnicobiomediche, che comunque risultano, in generale, carenti e non aggiornate.

Ecco, quindi, in poche parole e numeri la situazione italiana in tema di tutela della salute pubblica, cioè uno dei diritti fondamentali sanciti da tutte le carte costituzionali degne di questo nome.

Secondo qualcuno staremmo uscendo dalla crisi. Nulla di più falso, se uscire dalla crisi significa continuare a ridurre la spesa pubblica a discapito della salute di tutti.
Continuando ad obbedire ai dettami di provvedimenti come il Fiscal Compact che, imponendo come priorità assolute il pareggio di bilancio e la riduzione del debito, spingono sempre di più a tagliare i servizi sociali come la Sanità, si risponde solo agli interessi della sanità privata e delle assicurazioni.
Quindi non è così che si esce dalla crisi. Anzi, è esattamente il contrario. È proprio questa continua riduzione della spesa pubblica, a favore degli interessi di pochi, ad aver generato e fatto crescere questa crisi, che sta assumendo sempre di più i connotati di un intenzionale attacco nei confronti del bene comune.
Solo difendendo il bene comune, invece, possiamo migliorare la qualità di vita della maggioranza dei cittadini. Questo significa per noi uscire dalla crisi.  
 

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