Maggio 2016

 Moglie che guardi benigna,

della mia vita padrona

scruti, osservi, anima degna

nel ritrovarmi e nel perdermi, perdona:

 

tuo figlio che gioca nel fango

tuo marito che vive di rimpianto

il silenzio notturno distorto, rimango

a guardarti stupito ed estasiato. Pianto,

 

gioia e dolcezza del cuore, Venere,

Giunone, ambrosia viva di spirito mortale;

vita della vita disposta a ricevere,

 

morte alla morte che piange se stessa,

nel giorno in cui ti lascerò lacrimante

salutami con un ultima messa.

 

Al grigio del cielo – F. Rotondo

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